waberi

Nota biografica dell’autore

Abdourahman A. Waberi
Nato nel 1965 a Gibuti vive attualmente in Francia.
Esperto in letteratura africana di lingua inglese, ma anche esperto della “questione africana”, insegna all’Università per stranieri di Caen e collabora con numerose riviste e periodici, tra cui “Hommes & migrations” e “Le Monde diplomatique”. Ha esordito nel 1994 con il volume di racconti “Le pays sans ombre” per il quale ha ricevuto vari premi. Nel 1997 ha pubblicato Balbala (Edizioni Lavoro), il suo primo romanzo, apparso in Italia assieme a “Mietitura di teste. Pagine per il Ruanda” (Edizioni Lavoro) che è stato presentato dall’Associazione “via Montereale”. Quest’anno, 2005, appare in Italia anche “Transit” suo secondo romanzo, sempre per i tipi di Edizioni Lavoro.

Presentazione del Volume
Nel mondo esiste una grande quantità di scrittori, poeti, storici, conoscitori accorti delle vicende del proprio paese dal punto di vista sociale e politico che hanno scelto di vivere fuori dalla loro terra di origine e che comunemente noi definiamo fuoriusciti, anche se non sempre lo sono per questioni squisitamente politiche. Questi intellettuali, la maggior parte dei quali proviene dai paesi in via di sviluppo, sono, spesso e paradossalmente, i migliori rappresentanti dei loro paesi proprio per il loro “starne fuori”. Lo sono in virtù del fatto che non fungono da portavoce forzato o da megafono della dittatura di turno che affligge la loro patria. La loro lontananza li mette nelle condizioni di osservatori liberi e privilegiati, soggetti solo al tipo di cultura che si sono costruiti lungo le strade dell’esilio. Sono scrittori che hanno raccontato e raccontano l’altra faccia della Terra, la loro appunto, dove talvolta la comunicazione è impedita parzialmente o totalmente dal tipo di Governo esistente come negazione assoluta della contemporaneità. È il caso di Abdourahman A. Waberi che l’Associazione “via Montereale” ha avuto il piacere di ospitare e di presentare al pubblico pordenonese. Waberi, che oggi è insegnante all’Università per stranieri di Caen, località della Francia meglio conosciuta come luogo dello sbarco in Normandia durante l’ultimo conflitto mondiale, là c’è infatti uno dei più grandi cimiteri della seconda guerra mondiale, è un grande esperto delle questioni africane e del Ruanda. Una voce straordinaria d’informazione attraverso la quale poter sentire quasi il respiro dell’Africa senza demagogia o edulcorazioni. A raccontare le vicende terribili del Ruanda, per esempio, è stato chiamato anche Waberi per realizzare un progetto collettivo promosso da Fest’Africa, associazione di arti e mass media dell’Africa e che la Fundation de France ha realizzato con la pubblicazione di alcuni scritti, nel caso del nostro intitolato “Mietitura di teste. Pagine per il Ruanda”. L’esperienza di averlo sentito parlare ci ha dato l’opportunità, anche, di scoprire l’altra anima di Waberi, quella poetica, pur se aderente per tematiche e ricerca a quelle sue origini forti e per noi ancora incontaminate, distintive del suo particolare modo di stare al mondo. È un privilegio, pertanto, offrire ai lettori che ci seguono con interesse nelle nostre divagazioni alla ricerca della conoscenza della diversità nella sua fonte migliore qual è la cultura dei paesi lontani, uno spunto dell’opera poetica di Waberi, non ancora uscita in Italia. Un’esclusività, ancora una volta, della quale andiamo orgogliosi e che offriamo come servizio alla Comunità, una distinzione della quale andiamo fierie per la quale operiamo costantemente, ringraziando l’Autore per avercelo concesso.
Ludovica Cantarutti

Testo del libro

CARAVANE DE MOTS
Le vent calligraphe
pinceau en main le vent dessine
des paysages de mots
des montagnes sculpetées
des plaines d’ombre
des enclaves d’horizons
le calligraphe chatouille
les sillons enflammés du désert
avec un bâtonnet d’encre bien délicat

CAROVANE DI PAROLE
Il vento calligrafo
pennello in mano il vento disegna
paesaggi di parole
montagne scolpite
pianure di ombre
isole di orizzonti
il calligrafo solletica
i solchi roventi del deserto
con un delicato bastoncino d’inchiostro

Dèsirs
je suis le bruissement du monde
le balancement inapaisè entre ici et ailleurs
la frondaison muette du cactus
le bois rugueux qui recouvre le gecko
les rais du camèlèon jaune soleil
le lit du livre-monde
oú les pages sont autant des vagues de la quête
toujours recommencèe

Desideri
sono il fruscio del mondo
l’insaziata esitazione tra qui e altrove
la silenziosa nascita delle foglie di cactus
la pelle rugosa che ricopre la taratola
le strisce del camaleonte giallo sole
il letto del libro del mondo
dove le pagine sono tante onde sì come la questua
che sempre ricomincia